Per la traduzione in una lingua diversa dall'Italiano.For translation into a language other than.

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

LIMES, Rivista Italiana di Geopolitica

Rivista LIMES n. 10 del 2021. La Riscoperta del Futuro. Prevedere l'avvenire non si può, si deve. Noi nel mondo del 2051. Progetti w vincoli strategici dei Grandi

Cerca nel blog

sabato 29 giugno 2024

Missioni Umanitarie di Pace. Raccolta Testimonianze

 


L’Istituto del Nastro Azzurro (tramite il CESVAM  - Centro Studi sul Valore Militare (contriostudicesvam@istitutonastroazzurro.org), e intende raccogliere testimonianze dei a delle Forze Armate Italiane  e dei Corpi di Polizia che hanno partecipato a Missioni “Fuori Area” Umanitarie o di altro tipo. La Testimonianza consiste in un contributo di due facciate  (6000) caratteri (vds scheda) da pubblicare in un volume che si prevede possa raccogliere circa 90 testimonianze suddivise per Forza Armata e Corpi di Polizia in proporzione. L’obiettivo è quello di fare memoria per un tratto di storia recente che sta passando dalla cronaca alla storia. La partecipazione a questa iniziativa è a titolo gratuito, secondo le consuetudini del CESVAM – Centro Studi sul valore Militare. Ai partecipanti sarà consegnata la pubblicazione che si prevede possa vedere la luce alla fine del presente anno. La email di contatto è la presente ricerrca.cesvam@istitutonastroazzurro.org

 Scheda – Traccia per la Testimonianza

Vuole essere un contributo tratta della esperienza personale e professionale vissuta nella Missione Umanitaria scelta ed indicata volta a contribuire una “memoria collettiva”, ancorchè limitata, e circoscritta alle esigenze della pubblicazione. Di seguito con ampia possibilità di interpretazione si indicano, per una questione anche di omogeneità, criteri di massima nella compilazione.   Il criterio generale è la descrizione divulgativa.

Titolo della Esperienza, a cui seguirà  Nome e Cognome[1]

Inquadramento generale della Missione – Area Geografica - Periodo Storico Obiettivo generale

Reparto di appartenenza e il suo ruolo della Missione

Aspetti  particolari che si crede opportuno indicare riguardo a quanto sopra  (aspetti di geografia umana, etnica, ecc)

Proprio ruolo svolto nella Missione[2]  (evitare ogni considerazione di carattere operativo

Particolari aspetti che si vuole evidenziare  (evitare ogni considerazione di carattere operativo)

Proprie considerazioni  conclusive  di carattere personale

Retaggio di questa esperienza sotto il profilo personale ed eventualmente professionale

 

Note Tecniche

Carattere  Paladino Lynotipe  Carattere 12  Spazio 1

Lunghezza  di massima tutto compreso due pagine word..(6000 Caratteri)

1 Foto Personale  1 Carta Geografica (da non inserire nel testo)

 

Nella Pubblicazione, vi sarà il Titolo seguito dal Nome e Cognome, In nota si pubblicherà una scheda anagrafica con i seguenti dati:

(Cognome………………)  (Nome…………………..)

Anno di Nascita……………….

Forza Armata di appartenenza…………………..(all’epoca della Missione

Arma/Corpo di appartenenza…………………….(all’epoca della Missione)

Specialità, ………………………………………..(Specialità all’epoca della Missione)

Unità o Reparto…………………………………...(all’epoca della Missione)

Missione…………………………..Area Geografica di intervento………………….

Periodo in cui si è svolta la missione………………….

Grado al momento dello svolgimento della Missione…………

Eventuale Decorazione al Valore di Forza Armata Ricevuta……………………………..

 

Mario Rossi, 1960, Esercito, Fanteria, Bersaglieri, 8° Reggimento, II Battaglione, 1a Compagna, Libano I, Libano – Beirut, ottobre novembre 19, Tenente

 

 

 

 

 



[1]      Si inseriranno i dati della scheda anagrafica

[2]      Eventuali pubblicazioni edite con il proprio nome  messe in nota (articoli, saggi, libri pubblicati)

lunedì 17 giugno 2024

domenica 9 giugno 2024

Antonio Trogu. Concetto di Deterrenza Nucleare

 


L'uso della violenza nei rapporti fra gli stati è stato tradizionalmente visto come lo strumento per distruggere la forza militare dell'avversario e poter disporre delle sue popolazioni. Oggi invece acquista un'importanza sempre crescente un altro uso della violenza: la minaccia di gravi e insostenibili danni alle popolazioni per costringerle alla resa, o comunque spingerle verso determinate decisioni. Questi sistemi sono stati largamente usati fin dai tempi più antichi, ma diventano predominanti nei rapporti di forza nel mondo attuale: dalle lotte fra gang rivali, al terrorismo della guerriglia, al ricatto atomico. In particolare la presenza del ricatto atomico, con le sue apocalittiche implicazioni tende a ispirare una istintiva repulsione verso un tipo di guerra in cui le popolazioni non sono che ostaggi reciproci nelle mani dei contendenti. Teoricamente nessun soggetto politico fa la guerra per la guerra, ma per conseguire obiettivi politici, cioè per creare una situazione di pace che ritiene conveniente. Si fa ricorso alle armi quando si ritiene più opportuno impiegarle che astenersi dal farlo ma le armi sono utili anche se non vengono impiegate. Con riguardo al nucleare l'atteggiamento più razionale, per quanto spiacevole, sembra essere quello di pensare razionalmente a come l'immensa forza distruttiva del ricatto atomico possa essere controllata, usata consapevolmente, resa sempre più flessibile. Thomas C.  Schelling [1] tenta quindi di elaborare delle «regole» coscienti di condotta perché in qualsiasi situazione vi sia sempre un'alternativa all'olocausto totale.[2] Si tratta di uno sforzo originale teso a definire le modalità di un negoziato permanente tra le superpotenze, la cui posta in gioco non è tanto il successo dell'uno o dell'altro blocco, quanta la sopravvivenza della civiltà. Un nuovo linguaggio tra le potenze che prende corpo; un linguaggio in cui il significato delle azioni e delle armi è a volte più importante di quello delle parole un linguaggio  in cui avere tempo, o dare tempo all'avversario di rispondere, può essere vitale. Un contesto in cui la segretezza ha un senso del tutto nuovo, e in cui il fatto che l'avversario «capisca» e sia bene informato è nel nostro stesso interesse. La teoria della deterrenza e della compellenza (Schelling, 1966) si fonda proprio sul paradosso che l'efficacia e quindi l'utilità della forza è direttamente proporzionale alla potenzialità e inversamente proporzionale all'effettività del suo impiego.

A carattere generale vediamo ora gli aspetti importanti della strategia della deterrenza evidenziati da Raymond Aron [3]:

•         La deterrenza è al contempo di carattere offensivo e difensivo, convertendo una tattica offensiva (rappresaglia) in una strategia difensiva;

•         “La dissuasione dipende tanto dai mezzi materiali di cui dispone lo stato che vuol fermarne un altro, quanto dalla risolutezza che lo stato oggetto di dissuasione attribuisce allo stato che lo minaccia di una sanzione”;

•         È importante che il potenziale attaccante possieda la certezza (o almeno un considerevole  dubbio) che le minacce del dissuasore saranno realmente attuate in caso di necessità

Ne consegue l’importanza della percezione dell’avversario, nella considerazione di quanto le potenziali azioni di deterrenza vengono considerate sufficienti a dissuadere

Le relazioni tra stati sono state e sono ancora caratterizzate da un rapporto di deterrenza; l’avversario è dissuaso dall’attaccare perché teme la risposta dello stato attaccato, la quale può concretarsi in una sconfitta per l’attaccante o in un’azione punitiva (rappresaglia) i cui costi per l’attaccante risulterebbero superiori ai benefici derivanti dall’attacco.

La tipologia classica della deterrenza si basa su tre fattori posti in alternativa:

•         Deterrenza per negazione all’avversario di benefici (timore della sconfitta);

•         Deterrenza attraverso l’imposizione all’avversario di costi eccedenti i benefici (timore della rappresaglia). Tale aspetto riguarda sia le circostanze nel corso della guerra, sia quelle esterne alla guerra stessa;

•         Deterrenza in relazione agli attori: diretta, quando riguarda i due soggetti coinvolti; indiretta o estesa, quando la minaccia dissuasiva di rappresaglia implica la presenza di stati terzi, dei quali lo stato dissuasore deve in qualche modo garantire la protezione (“ombrello nucleare”).

•          



[1] Economista americano che ha condiviso il premio Nobel 2005 per le scienze economiche con Robert J. Aumann  e’ specializzato nell'applicazione della teoria dei giochi nei casi in cui gli avversari devono interagire ripetutamente

[2] Thomas C. Schelling e la politica di Brinkmanship: una strategia del conflitto come applicazione della teoria dei giochi

[3] Raymond Aron Pace e guerra tra le nazioni   Edizioni di Comunità 1983

 

giovedì 30 maggio 2024

Istituto del Nastro Azzurro. Manifesto


 Conoscere l'Istituto del Nastro Azzurro. Il 10, 20 30 luglio e 10 agosto saranno pubblicati i Quadri del Manifesto di cui si riporta la copertina

lunedì 20 maggio 2024

Rivista QUADERNI n. 1 del 2024, Anno LXXXV, Supplemento XXXII, 2024, n 1, 31° della Rivista, Gennaio - Marzo 2024


La Rivista può essere chiesta alla Segreteria Generale dell'Istituto del Nastro Azzurro

segrteriagenerale@istitutonastroazzurro.org o al cell3517368406





 

martedì 30 aprile 2024

INFOCESVAM - BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE - Anno xi, 51/52, n. 2 Marzo - Aprile 2024, 1 maggio 2024

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

____________________________________________________________________

ANNO XI, 51/52, N. 2, Marzo -Aprile 2024, 1 maggio 2024

XI/2/826 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XI anno di edizione, 2 il bimestre di edizione di INFOCESVAM, 826 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1703 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato alle attività connesse con il Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi

XI/2/827 – Da 1 gennaio 2024 la pubblicazione dell’ANNESSO dedicato allo stato di sviluppo dell’Albo d’Oro Nazionale dei Decorati Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, da cadenza bimestrale passa a cadenza mensile, dato il numero di comunicazioni e note da pubblicare. Alla data del 1 maggio 2024 sono stati pubblicati i primi quattro numero del 2024.

XI/2/828 La sessione di Laurea invernale per i Master di 1° livello si è tenuta 14 marzo 2024 presso la sede centrale dell’Università. Nella mattinata la sessione in presenza, dalle 14 in poi la sessione a distanza. La docenza non può che esprimere la sua soddisfazione per il livello raggiunto da tutti i laureandi. (vds inoltre nota XI/2/836)

XI/2/829 - QUADERNI ON LINE, espressione in rete della rivista QUADERNI, edizione a stampa, ospitata su www.valoremilitare,blogspot.com. Alla data del 30 aprile 2024 i contatti totali sono stati 170.414 (al 29 febbraio 2024 erano 163955 dall’apertura del blog), quelli dell’ultimo mese, sono 4694 (febbraio erano 2188, marzo 1844) la media dei contatti è di circa 2965 al mese.

XI/2/30 – La Giornata del Decorato 2024 si terrà, come noto, a Trieste nei giorni 17/18/19 Maggio 2024. Venerdì 17 maggio 2024 al Circolo Ufficiali del “Piemonte Cavalleria” sarà presentato il volume edito dal CESVAM “Il Piroscafo requisito Conte Rosso” di Marco Montagnani. Relatori Carlo Maria Magnani, Antonio Daniele Massimo Coltrinari.              

XI/2/831. Il 9 aprile 2024 presso la Biblioteca Comunale di Civitavecchia il gen. Antonio. Trogu e il Col Osvaldo Biribicchi, entrambi Associati Cesvam, hanno presentato il Volume “Compendio e Glossario 1943. Il Momento delle Scelte” del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione, espressione delle ricerche dell’omonimo progetto.

XI/2/832. Rivista QUADERNI. Dal 28 marzo 2024 è in distribuzione il n. 1 del 2024 n.31° della Rivista (Gennaio-Marzo 2024) con copertina di colore viola. Informazioni presso la Segreteria Generale (email: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org). Telefono 06 4402676.

XI/2/833. CESVAM – Progetto Esterno. Con la collaborazione della Federazione di Ancona, e con il concorso della Regione Marche il vecchio progetto di dotare il Monumento al C.I.L. a Casenuove di Osimo, sotto Filottrano, di Edicole illustrative ha ripreso consistenza. Nel progetto è previsto anche la realizzazione del volume per la Serie Università dedicato alla 51a Sezione di Sanità del C.I.L. (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/834. Progetto 2023/Divulgazione. Il 10 aprile 2024, presso l’Aula Magna del Convitto Nazionale “M. Foscarini” Cannareggio 4942, Venezia si è svolta una conferenza a favore degli Studenti dal tema “La Resistenza della Marina nelle vicende dei suoi Ufficiali Commissari”. Conferenzieri: Prof. Francesco Zampieri, ed il C.C. (CM) Andrea Tirandola. L’evento è stato organizzato dalla Ass. Naz. Commissariato Militare, presidente Gen. Salvatore Farì. Presente il Direttore del CESVAM. (g.i.) (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/835. Nel mese di marzo 2024 la Casa Editrice “Archeoares” Roma-Viterbo, ha pubblicato, per conto del CESVAM, il Volume di Giovanni Riccardo Baldelli, Associato CESVAM, “Un ventennio di preparazione ed una conclusione amara”. “La prova dei Fatti. Gli Organici del Regio Esercito dal 10 giugno 1940 al 2 giugno 1946. “Volume 2°, su quattro Tomi. Tomo I, disponibile, Tomo II, disponibile, Tomo III, disponibile, Tomo IV, disponibile. Info: email: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org). Telefono 06 4402676.

XI/2/836.   Master in: Storia Militare Contemporanea dal.1792 Al 1960: in Politica Militare Comparata dal 1860 ad oggi; in Terrorismo e Anti Terrorismo. Obiettivi, Piani e Mezzi. Il 14 marzo 2024 si sono tenute le sessioni di Laurea presso la sede della Università. Tutti i Laureati hanno espresso il desiderio di continuare la loro attività di ricerca e studi avviando la collaborazione con l’Istituto del Nastro Azzurro CESVAM. A tutti, un cordiale “Benvenuti a bordo”.

XI/2/837. Tutti i Blog di carattere geografico, con capofila www.atlantegeostratetico.blogspot.com, che svolgono la funzione aggiornamento delle sinossi dei Master, sono aggiornati al 30 aprile 2024.

XI/2/838. CESVAM Papers. Nel numero precedente del Bollettino si sono riportati i titoli delle CESVAM Papers per l’anno 2019. Qui si riportano i titoli del 2020

 

7.            CESVAM Papers N. 7 – Gennaio - Febbraio 2020

                                  Giovanni Messe. La Battaglia del Schots.  Primavera 1943

8.            CESVAM Papers N. 8 –  Marzo -Aprile 2020

                                  Massimo Coltrinari – Luigi Marsibilio-

                                  Il Quadro di battaglia dell’Esercito Italiano al 19 giugno 1940

9.            CESVAM Papers N. 9 – Maggio- Giugno 2020

                                  Master di 1° Liv. In Storia Militare Contemporanea 1796 -1960

                                  Bando, Programma Didattico, Sinossi, Bibliografia e Letture

10.          CESVAM Papers N. 10 – Luglio -Agosto 2020

                                  Dino Grandi. Relazione illustrativa all’Ordine del Giorno presentato il

                                  24 luglio 1943 al Gran Consiglio del Fascismo.

11.          CESVAM Papers N.11 – Settembre- Ottobre 2020

                         Federico de Renzi. La 162ª Divisione Fanteria “Turkman” in Italia (1943-1945)

                                        L’apertura del Nazismo verso il mondo mussulmano

 12.         CESVAM Papers N.12–  Novembre- Dicembre 2020

                                 Master di 1° Liv. in Politica Militare Comparata dal 1960 ad oggi

                                 Bando, Programma Didattico, Sinossi, Bibliografia e Letture

 

XI/2/839. You Tube. Giovanni Cecini. Presentazione con la Dott.ssa Maria Luisa Suprani Querzoli, collaboratrice CESVAM, del volume “Malgrado. La verità sul generale Luigi Capello” andata in onda sul canale You Tube (giovanni.cecini you tube) l’ 11 aprile 2024. La conversazione, che è durata circa un’ora e mezzo, ha avuto 1948 visualizzazioni e nei commenti, molti consensi e partecipazioni, con alcune considerazioni veramente lusinghiere dati i temi trattati. Il Canale You Tube di Giovanni Cecini, Associato CESVAM, ha attualmente 6620 iscritti.

XI/2/840. – La Tradizione del Nastro Azzurro. Conio Medaglie commemorative. Medaglia del Centenario e quelle dedicate alla Grande Guerra ed al Milite Ignoto sono disponibili all’acquisto sia dei Soci che delle Federazioni presso la Segreteria Generale dell'Istituto (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org.)

XI/2/841.  Pubblicazioni CESVAM Papers. Alessia Biasiolo, ha predisposto il materiale per una pubblicazione dal titolo “la Fabbrica”. Roberto Olevano ha predisposto la documentazione per un CESVAM Papers dal titolo “Il Tricolore in Egeo” Il Valore Militare nel Dodecanneso italiano.”. Davie Corana materiali per la “Storia dei 3° Reggimento Alpini”; Paolo Sini materiali per “All’Origine della Guardia di Finanza. La Legione Truppe Leggere contro Napoleone; Giorgio Madeddu, materiali dal tema “Eroi Dimenticati. I Decorati al Valor Militare della Prima Guerra Mondiale nella memoria presente della collettività iglesiense. Antonio Valerio Gadaleta, Il Gen. Luigi Cadorna: dall’eredità del gen Pollio a Caporetto, (titolo provvisorio); Domenico Guzzo, materiali dal titolo “La Scia Romagnola: La costruzione di una coscienza popolare del volo nel primo dopoguerra italiano. Dal giornalismo aviatorio di Tullio Morgagni ai Mosaici del Collegio aeronautico di Forlì”. Gli ultimi due titoli sono di immediata pubblicazione

XI/2/842. L’incontro del Club Ufficiali Marchigiani si terrà il 22 giugno 2024 a Corridonia (Macerata). Nell’occasione si ricorderanno le due MOVM Corridoni e Niccolai. Inoltre si svolgerà ulteriore divulgazione per la raccolta delle testimonianze per il volume dedicato alle Missioni Fuori Area (contatti diretti con: federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org) (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/843. Progetto Libano 40° Anniversario. Predisposto il manoscritto n. 3 del Volume II di detto progetto. Delle 90 testimonianze necessarie, alla data odierna ne sono state raccolte 9. Il manoscritto 2 è previsto per il mese di ottobre p.v. Si rinnova la richiesta a tutti i coloro che hanno partecipato a Missioni all’estero che vogliono dare la loro testimonianza di prendere contatto con la Federazione di Ancona del N A. per le modalità esecutive (federazione.ancona@istitutonastroazzurro.org)

XI/2/844. Conferenza. Il 12 aprile 2024 presso la sala Grande della Presidenza Nazionale Il generale Infussi ha tenuto una conferenza dal titolo “Le Centurie del Genio nella Prima Guerra Mondiale”. È seguito un dibattito nel quadro delle ricerche in corso presso il CESVAM sulla prima guerra mondiale. (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/845. Relazioni Esterne. L’11 Aprile 2024 il Presidente della Società di Cultura e Storia Militare, Gianpaolo Bernardini, ha scritto una graditissima lettera al Direttore del CESVAM al fine di riavviare i rapporti esistenti, interrotti dalle vicende della pandemia. La proposta è stata piacevolmente accolta e si spera di avviare una sinergia degna di nota nell’immediato torno di tempo.

XI/2/846. Manifesto. La Casa Editrice ha predisposto lo schema tecnico di stampa. In bozza 1. Alla data del 30 aprile tale bozza è alla correzione. Si prevede la stampa, la pubblicazione e la diffusione entro il mese di maggio 2024 del Manifesto. (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/847. CESVAM – Progetti Esterni. In sinergia con la Federazione di Ancona e la Associazione Pro Castelferretti (AN) ipotesi di realizzazione di una Conferenza sul tema “Il Passaggio del Fronte. Il tempo delle Oche verdi e del Lardo Rosso. 1944” a similitudine di quanto realizzato nel 2014. (vds. Nota XI/2/833).

XI/2/848. Venerdì 3 maggio 2024, presso la Sala Grande della Presidenza dell’Istituto del Nastro Azzurro, Il Direttore del Cesvam e il Col. Osvaldo Biribicchi presenteranno il volume “Compendio e Glossario 1944. Dalla Speranza alla Delusione” del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione in occasione della conferenza di Vincenzo D’Antrassi  “Testimonianze della Guerra di Liberazione”. (Progetto 2023/Divulgazione e Testimonianza dei Valori del nastro Azzurro nei confronti delle Scuole, Istituto di Formazione ed Università degli Studi)

XI/2/849. Il 30 aprile 2024 si è avuto il passaggio di consegne quale direttore Generale per il Personale Militare tra il Gen. di Corpo d’Armata Antonio Vittiglio ed il Generale di Divisione Aerea Fabio Sardone.  Per Antonio Vittiglio, socio dell’Istituto del Nastro Azzurro, la speranza è che il maggior tempo disponibile che avrà in futuro possa essere speso anche nell’ambito CESVAM.

XI/2/850. - Prossimo INFOCESVAM (maggio – giugno) sarà pubblicato il 1 luglio 2024. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. E sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari)

lunedì 29 aprile 2024

Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica. Relazione 2023 Nota

 

La Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza della Repubblica, che ogni anno entro il 28 febbraio, deve essere presentata al Parlamento e quindi ai cittadini italiani  riflette diversificata gamma alla sicurezza nazionale, che dalla prospettiva dell’intelligence, sono state alla prioritaria attenzione nel corso del 2023. La Relazione poi evidenzia le principali direttive di intervento lungo le quali gli Organismi informativi  hanno operato a tutela degli interesse nazionali in aderenza ai principi costituzionali.

Si hanno quindi  quindi i punti sviluppati nella prima parte della Relazione. che riguardano la crisi Medio orientale, il conflitto ucraino-russo, i Balcani, l'Africa l'Asia.

 Segue poi un ampia gamma di informazioni infografiche.

La Relazione è disponibile sui siti governativi e può essere chiesta alla Emeroteca del CESVAM alla email: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

sabato 20 aprile 2024

Sistema di informazioni per la Sicurezza della Repubblica Relazione 2023

 La Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza riflette la diversificata gamma di minacce alla sicurezza nazionale che, dalla prospettiva intelligence, sono state alla prioritaria attenzione nel corso del 2023, ed evidenzia, come di consueto, le principali direttrici di intervento lungo le quali gli Organismi informativi hanno operato a tutela degli interessi nazionali, in aderenza ai principi costituzionali e agli obiettivi indicati dal Governo, e sotto il controllo del Parlamento.

Al contempo, viene innovato il suo impianto, alla luce di una duplice imperativo al quale non poteva sottrarsi un documento chiamato a rendicontare, entro il perimetro di ciò che può essere reso pubblico, l’operato del DIS, dell’AISE e dell’AISI.

Da un lato, le sfide securitarie con cui ci misuriamo si collocano, in ragione sia della loro origine che dei possibili rischi per le nostre potenzialità di sviluppo, in un orizzonte temporale che travalica ampiamente la cadenza annuale del documento. Nel progressivo scolorire delle tradizionali distinzioni definitorie e operative tra i multiformi fenomeni di minaccia, ora sempre più intrecciati fra loro non solo nell’ambiente digitale ma anche in quello analogico, i variegati fattori di instabilità globale proiettano sul prossimo futuro una forte incertezza. Per ridurla, condividendo al contempo con la cittadinanza i risultati dell’azione intelligence, si è reso indispensabile calibrare anche la Relazione non classificata dei Servizi Segreti su quella cruciale fase del ciclo intelligence che è l’analisi di taglio strategico.

Dall’altro, la responsabilità di orientare l’agenda del G7, cui l’Italia assolve nel suo anno di presidenza, conferisce uno speciale valore al concorso informativo che l’Intelligence può apportare alla governance delle grandi questioni “trasversali”: ciò, con particolare riguardo al particolare amalgama di rischi e opportunità che le stesse comportano per la tenuta economica e sociale delle liberaldemocrazie, chiamate a prevenire e contrastare minacce comuni proprio perché accomunate, a loro volta, dal riconoscersi in una costellazione di valori antitetici agli obiettivi che animano gli attori ostili. 

La propensione dell’intelligence ad analizzare i contorni e a prefigurare le evoluzioni delle maggiori tematiche transnazionali (“horizontal issues”) si traduce ora nell’individuazione di indicatori, tendenze e segnali d’allerta utili a instradare la ricerca informativa, ora nel potenziamento della capacità di anticipare il concreto dispiegarsi di specifiche minacce alla sicurezza nazionale. Il riferimento è, nel primo caso, a fenomeni quali la nuova globalizzazione economica (con la progressiva emersione di un nuovo protagonismo del cosiddetto “Global South” e dei Paesi BRICS nel loro nuovo formato), le migrazioni internazionali (nel cui contesto si inscrive la pressione esercitata sul bacino del Mediterraneo), il fattore climatico (con i suoi molteplici risvolti, fra i quali l’insicurezza alimentare, e le tensioni e i conflitti legati all’accesso all’acqua), le nuove frontiere della tecnologia (a cominciare dalle incognite e dai dilemmi posti dall’intelligenza artificiale); nel secondo caso, alla trasformazione del jihad globale e alle dinamiche dei mercati delle materie prime. 

Da qui, la centralità riservata al capitolo sul mondo in trasformazione, che deliberatamente segue la sezione dedicata agli scenari geostrategici e precede quella, conclusiva, che illustra le articolate sfaccettature della sicurezza nazionale lette attraverso il prisma degli obiettivi informativi: la prima, naturalmente imperniata sui due conflitti, mediorientale e russo-ucraino, in corso alle porte dell’Europa, ma opportunamente estesa anche agli ulteriori quadranti – Balcani, Africa, Asia – che rivestono rilievo primario in chiave di protezione e promozione degli interessi nazionali; la seconda, tradizionalmente suddivisa nei plurimi ambiti di minaccia sui quali si sono concentrate l’attività info-operativa e la correlata elaborazione, nell’anno trascorso, di quadri analitici a beneficio dell’Autorità di Governo.

A dipanarsi lungo il testo è, ancora una volta, una corposa serie di infografiche, che si pone in continuità con l’edizione precedente, ma la cui consistenza è ora più che doppia e il cui autonomo valore aggiunto è ancor più marcato. L’obiettivo è restituire la complessità dei temi affrontati, ampliando la gittata dei contenuti testuali e non più limitandosi a renderne una semplice rappresentazione visiva.

Nell’anno in cui questa pubblicazione vede la luce, metà della popolazione del mondo viene chiamata a votare: ne deriveranno inevitabili riflessi sugli equilibri internazionali e si moltiplicheranno, allo stesso tempo, i rischi riconducibili alle ingerenze e ai tentativi di condizionamento dei processi elettorali.

Le pagine che seguono mirano, dunque, anche ad arricchire il dibattito pubblico con una peculiare chiave di lettura dei nuovi scenari che andranno dischiudendosi nei prossimi mesi, a ulteriore testimonianza dell’impegno della comunità Intelligence nazionale ad assolvere alla propria missione, e alle delicate responsabilità connesse all’utilizzo di uno strumento non convenzionale, nell’esclusivo interesse della Nazione e delle sue istituzioni democratiche.

martedì 9 aprile 2024

Fattori Endogeni nella crisi organizzativa

 


 Ten. cpl. Art. Pe.  Sergio  Benedetto  Sabetta

 

            Appare incontrovertibile che i fattori di crisi possono essere sia esogeni che endogeni, ma è opportuno soffermarsi sugli aspetti interni in particolare personali, i quali sono i più subdoli e difficili da individuarsi vista l’adattabilità degli interessati.

            Si deve tenere presente che come in un organismo vivente ospite il virus, una volta entrato, si libera del proprio involucro, scopre i propri geni e induce l’ospitante a fabbricare le proteine virali da assemblare, altrettanto avviene con le persone negli ambienti lavorativi dove esplicando la loro personalità più recondita possono indurre a cambiamenti comportamentali opportunistici le persone con cui sono in contatto, circostanza ancor più devastante se coloro che influenzano sono di livello superiore.

            Dobbiamo considerare che solo la presenza di un sistema complesso, ossia l’interagire delle persone in un ambiente strutturato, permette ai soggetti portatori di valori negativi per l’organizzazione di esplicare le proprie funzioni, in quanto tali soggetti acquistano consapevolezza solo agendo su altri.

            La loro virulenza si manifesta non prima di avere raggiunto una determinata densità, in altre parole dopo aver modificato o creato le opportune colleganze, come nei biofilm i microrganismi subiscono trasformazioni tali da indurli a specializzarsi, così nelle organizzazioni i gruppi patogeni aggressivi tendono a specializzarsi creando strutture interne e parassitarie rispetto alla vera e propria organizzazione, non evidenti ai normali osservatori esterni, necessita, pertanto, in primo luogo tentare di ostacolare il dialogo fra tali agenti per impedire il formarsi dei biofilm negativi o, se già costituiti, alterare la comunicazione per disaggregarli.

            Principio fondamentale è che gli esseri umani, come tutti i microorganismi, diventano sociali superando l’individualismo nell’uso delle risorse solo in presenza di loro scarsità o difficoltà nell’acquisizione tali da creare ostacoli nella propria affermazione.

            Deve tuttavia riconoscersi la notevole importanza collaterale che queste figure negative hanno nell’evoluzione organizzativa.

            Permettono di accelerare e rendere più facile la selezione strutturale attraverso eventi endogeni, anzi che esogeni, i quali possono agire più lentamente, quest’ultima osservazione porta a valutare le conseguenze dell’azione perniciosa per l’organizzazione in termini di immunità acquisita, come memoria e relativa reazione per l’aggressione subita, ma anche come trasferimento di conoscenze presso altre strutture a seguito della morte dell’organizzazione aggredita, costituendo pertanto i mattoni per una ricombinazione adattiva in strutture diverse.

            Se un’organizzazione si avvita su se stessa senza reagire, significa semplicemente che non possiede le risorse necessarie per una sua evoluzione e che sarà opportuno, anzi liberare le risorse umane più efficienti così bloccate per una nuova migliore strutturazione.

            In realtà uno dei segnali maggiori, che possiamo dire riassuntivo, del malessere organizzativo è il venire meno della simmetria, quale equilibrio nella crescita delle parti e nella distribuzione delle risorse. Il malessere ambientale a cui si va incontro non è altro che l’arroganza e il prevalere di una parte sulle altre, si crea una struttura virtuale in cui il crollo avviene in forma progressivamente accelerata attraverso un meccanismo di circuiti di rinforzo fino al limite di rottura, a meno di riuscire a esternalizzare i costi crescenti dell’inefficienza strutturale attraverso fenomeni monopolistici o accordi politico/amministrativi.

            La traiettoria non sarà certa ma probabile secondo previsioni su valori medi, in quanto, sebbene non accessibili i dati dei singoli componenti del sistema, quello che importa sono le variabili macroscopiche che riguardano il comportamento del sistema come un tutto.

domenica 31 marzo 2024

L'Europa nell'attuale conflitto Globale

 

L’ EUROPA  NELL’ATTUALE  CONFLITTO  GLOBALE

Ten. cpl. Art. Pe. Sergio Benedetto  Sabetta

         Dopo due anni di conflitto in Ucraina si manifesta sempre più in termini geo-strategici la rete di alleanze e le tensioni nelle faglie che dividono le varie placche in cui si è suddiviso il globo, seguendo sia gli interessi economici dei vari attori che le culture nate dalla storia delle singole comunità.

            Gli USA  hanno più volte chiaramente fatto intendere la loro volontà di non superare una certa soglia nel coinvolgimento in Ucraina, un fronte secondario rispetto al Pacifico, all’Oceano Indiano e al Medio Oriente, richiamando gli alleati europei ad un loro maggiore coinvolgimento.

            Il Congresso, con le forniture di armi a Kiev sempre più limitate, a dicembre ha negato ulteriori finanziamenti, mentre si è entrati nell’anno delle elezioni dove si evidenziano i contrasti sempre più duri all’interno della Nazione.

            D’altronde il conflitto armato si è allargato dallo scorso ottobre al Medio Oriente, dal Mar Rosso alla Siria, Iraq e Libano, mentre tensioni sempre crescenti si accumulano nel Sud America, dove il Venezuela minaccia di occupare territori della Guyana ricchi di giacimenti di idrocarburi e gas ed il Brasile simpatizza con la Russia.

            La diplomazia russa a sua volta cerca una sponda, con la visita di Putin, negli Emirati Arabi e nell’Arabia Saudita, mediando con l’Iran, un fronte che mette in difficoltà gli USA mentre la Cina aumenta la pressione su Taiwan (16, Putin negli Emirati e a Riad: offensiva su petrolio e alleanze, il Sole 24 Ore, 7/12/23, n. 337), con la Turchia che mira a ricostituire una propria sfera di influenza in Medio Oriente sulle orme dell’ex Impero Ottomano.

            L’Europa in questo scenario risulta piuttosto in difficoltà, a sua volta l’Italia l’unico Paese del G7 a firmare un’intesa con la Cina per la Via della Seta nello scorso dicembre ha annunciato ufficialmente la sua uscita  alla scadenza nel marzo 2024.

            Se gli strateghi americani saldano il Quad (intesa India, Australia e Giappone) con la NATO per il contenimento delle ambizioni della Cina, in Europa la Germania, principale attore al centro del Continente e fortemente impegnata economicamente in Cina è in difficoltà, sia in termini finanziari che industriali, rischiando la tenuta sociale in caso di crisi (265, G. Cristini, La Germania teme per la tenuta del fronte interno, in La Guerra Grande, Limes, 7/2022).

            Questo comporta un atteggiamento ondivago della Germania, abituata dal dopoguerra  a concentrarsi sui soli aspetti economici, tralasciando quelli geo-strategici di competenza anglosassone, con sfumature francesi.

            Emerge una “vaghezza dell’Occidente collettivo, né occidentale né collettivo” (11, Editoriale Storia dell’Ucraina, in Lezioni Ucraine, Limes, 5/2023), quando vi è una perdita del senso del pericolo che scatta alla terza generazione di non-guerra, con la perdita della memoria viva dei reduci, aggravata dall’attuale appiattimento mediatico del social in un chicche riccio da osteria come sottolineava Umberto Eco.

            La crisi di identità strategica di Berlino, dove solo un giovane su dieci sarebbe pronto a difendere la patria, evidenzia ulteriormente la faglia Est-Ovest (147, G. Mariotto, La Germania inerte, in Il Bluff globale, Limes, 4/2023).

            La crisi del modello neoliberista nato con la fine della Guerra Fredda per cui vi è la sacralità dei mercati e del libero commercio ha condotto al recupero della visione ha miltoniana, dove l’intervento dello Stato a supporto dell’innovazione e della politica industriale è fondamentale per mantenere la superiorità USA a livello mondiale, con particolare riferimento alla Cina.

            Contrapposto al precedente approccio di   Hamilton nella sostituzione del modello neoliberista vi è quello protezionista nazionalista trumpiano, dove l’obiettivo degli Stati Uniti non è proteggere i mercati mondiali ma quelli nazionali, una visione molto popolare negli USA che si affianca all’idea dei progressisti di una semplice autosufficienza USA.

            In Europa si è affermata la pratica del green equity, che concentra l’attenzione sulle politiche sociali, usando la politica industriale solo quale strumento, indipendentemente dalle problematiche economiche e di competitività tecnologica, dei massimalismi che possono portare all’aggravarsi della frammentazione europea con una ulteriore perdita di rilevanza politica ed economica nello scacchiere mondiale, divenendo delle semplici pedine (123, R. D. Atkinson, Il mondo deve restare americano, in Il Bluff globale, Limes, 4/2023).

            Nell’incapacità odierna di definire una visione dell’Europa che non si riduca al puro aspetto economico o di una serie di diritti amorfi, onnicomprensivi ma non adatti a definire una identità, l’Occidente europeo viene ad avere una conflittualità interna, specchio delle tensioni mondiali, tirato da opposto interessi e arrotolato in confuse idee, problematiche emerse con forza dall’attuale conflitto mondiale ( F. Cardini, La deriva dell’Occidente, Laterza ed. 2023).

            La necessità del recupero comunitario di quella che Cardini chiama della “cultura del limite”, un “cambio di indirizzo” a cui preparare le future generazioni, nella ricerca “di un incremento nei campi dell’autocontrollo, della solidarietà, della sobrietà e della disciplina”(110, Cardini Cit.), come già si discute in Francia in una possibile riforma del settore scolastico.

APPENDICE

            Dopo un secolo si ripresenta un ciclo geo-strategico come nell’inizio del ‘900, acquista pertanto un particolare interesse storico il racconto breve  di Leonida Andreief “Colloquio notturno” scritto nel 1915, in cui si immagina un confronto tra Guglielmo II e un soldato belga prigioniero, professore di diritto di origine russa ed ex rivoluzionario, in una notte dell’estate del 1914 durante l’invasione del Belgio.

            Nel dialogo emerge l’animo russo, la difficoltà di distinguere tra il bene e il male nella loro sovrapposizione, un fatalismo sui destini umani nella durezza della quotidianità, ma anche il dispotismo che consegue dalla volontà di potenza.

            Fino a quello che Guglielmo chiama “sentimentalismo a buon mercato della vecchia stupida Europa ipocrita che è uscita di senno per la vecchiaia e lo stravizio”, per questo verrà soppressa dallo stesso imperatore.

            Nel colloquio vengono evidenziati tre grandi significazioni:

“L’amoralismo filosofico tedesco. La mostruosità del problema della guerra. I valori sociali nella pratica e nella teoria”.

            Interessante è una pagina del diario  personale di Andreief del 1914, relativa alla sera del 15 agosto quando il fratello di Leonida improvvisamente arriva a casa per un rapido saluto, deve raggiungere il fronte, è qui solo per un’ora, verso mezzanotte sarà a Reval dove con un treno proseguirà, il fratello gli chiede “Per dove? Egli sorrise come si sorride in simili casi: certo, laggiù, al di là di Varsavia. Proprio nell’incendio. Così fra un’ora egli raggiungerà questo grigio militare che va verso Varsavia. Non si sarebbe voluto parlare, ma condurlo per la casa, per il giardino, da tutta la nostra gente, perché salutasse tutti perché vedesse tutti, e non consolarlo ma dirgli : Andriuscia,  dunque è molto possibile che ti uccidano : guarda come si battono laggiù, …”