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giovedì 6 marzo 2014

G8: Le priorità della Federazione Russa

"Gestione del rischio per una crescita sostenibile in un mondo sicuro"
Le priorità della presidenza russa del G8: sviluppo economico e sicurezza
Dopo aver coordinato i lavori del G20 nel 2013 e ospitato il vertice di San Pietroburgo, dal 1° gennaio 2014 la Federazione Russa ha assunto la presidenza del G8 e si occuperà della definizione dell’agenda politica ed economica del gruppo dei “Paesi avanzati”. I lavori culmineranno, il 4 e 5 giugno, con ilsummit dei Capi di Stato e di Governo che si terrà a Soči, in alcune delle strutture realizzate per i Giochi olimpici invernali in programma in questi giorni nella località russa.
Il motto della presidenza russa, “Gestione del rischio per una crescita sostenibile in un mondo sicuro” indica chiaramente su quali priorità Mosca incentrerà le maggiori attenzioni, delineate dal Ministro degli Esteri Lavrov: lotta al traffico di droga e al terrorismo, cooperazione per la risoluzione dei conflitti regionali, attenzione ai disastri naturali e a quelle causate dall’intervento dell’uomo, nonché alle questioni legate alla sicurezza sanitaria a livello globale1.
Il presidente russo Vladimir Putin, nell’assumere la presidenza, ha affermato che l’agenda economica sarà comunque al centro dei lavori del Gruppo degli Otto. In particolare l’attenzione sarà rivolta alla crescita, alla riduzione della disoccupazione e alla promozione degli investimenti e degli scambi internazionali2. Nelle parole di Presidente russo emerge la consapevolezza che i risvolti della crisi non solo hanno prodotto enormi problemi da un punto di vista economico-sociale, ma anche generato instabilità politica, creando possibili fattori di tensione.
I temi della ripresa economica e della disoccupazione erano già state portate avanti dalla Russia in occasione dei lavori del G203. Mosca ha avuto il merito di dar voce alle esigenze di numerosi Stati europei che, in attesa di una ripresa che tarda ad arrivare, da tempo chiedono di ricalibrare una politica di austerità che, sebbene voluta dalle istituzioni europee, pare non aver fatto altro che aggravare i disagi sociali causati dall’attuale crisi. Va ricordato inoltre che, proprio dal punto di vista economico, un’importante funzione della Federazione Russa sarà quella di rappresentare anche le istanze e le sensibilità dei Paesi dell’area BRICS e degli altri Paesi emergenti, i quali pur avendo affrontato la crisi meglio di molti Paesi “avanzati”, rimangono esclusi dai lavori data la particolare composizione del forum.
I lavori del G8 non potranno non tener conto di quanto avverrà all’interno dei Paesi membri dell’Unione Europea. I cittadini del Vecchio Continente alla fine di maggio saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti del Parlamento Europeo e, ad oggi, le previsioni lasciano presagire una netta avanzata delle formazioni più critiche nei confronti dell’Unione Europea e dei governi nazionali. La possibilità concreta è che al vertice di Soči prendano parte rappresentati delle istituzioni comunitarie e dei paesi membri (ovviamente esclusa la Germania) fortemente ridimensionati da un punto di vista politico. Ciò potrebbe avere ulteriori conseguenze negative riguardo il peso dei Paesi europei, ma potrebbe essere anche l’inizio di un’inversione di tendenza per quanto concerne l’individuazione delle priorità in economia.
La presidenza del G8 sarà un ottimo test per la Federazione Russa per ribadire nuovamente un ritrovata centralità nel contesto politico internazionale4. Sebbene alcuni analisti tendano a mettere in discussione il ruolo della Russia quale contraltare degli Stati Uniti, le ultime crisi internazionali hanno dimostrato come la Federazione Russa, in questa fase di passaggio dall’unilateralismo all’epoca del multilateralismo, sia stato l’unico attore sulla scena internazionale in grado di confrontarsi con gli Stati Uniti, spesso moderandone gli eccessi in politica estera. Di fatto, la collaborazione tra i due Paesi è tornata ad essere un elemento indispensabile in merito ad alcuni delicati dossier. Infatti, dopo aver fatto segnare il livello più basso nei rapporti tra la Russia e i principali Paesi occidentali, il 2013 potrebbe aver prodotto una svolta importante con l’inizio dei colloqui sullo smantellamento dell’arsenale chimico siriano e sul programma nucleare iraniano. I buoni risultati raggiunti negli ultimi mesi hanno dimostrato che la collaborazione e la diplomazia possono portare a risultati apprezzabili.
L’ambasciatore USA a Mosca, Michael McFaul, uno dei principali sostenitori della politica del reset voluta da Obama nei confronti della Russia, ha ipotizzato l’organizzazione di un incontro bilaterale tra il Presidente statunitense e Putin, da tenersi prima del summit di Soči. McFaul, proprio in relazione ai recenti sviluppi tra i due Paesi, ha sottolineato come per il prossimo futuro si siano aperte “nuove aree di cooperazione”5. Segno evidente che, nonostante rimangano alcune divisioni (come nel caso della crisi ucraina), è cresciuta la consapevolezza che la cooperazione e il dialogo possono essere uno strumento valido per garantire la sicurezza a livello globale. A questo proposito, un altro tema caldo sarà quello della lotta al terrorismo internazionale. I recenti attentati avvenuti in terra russa e la di molte milizie radicali islamiche che combattono in Siria e in Iraq, lasciano presagire che le forze più estremiste abbiano ritrovato nuova linfa. Il 2014 è infatti anche l’anno del ritiro delle truppe USA dall’Afghanistan e non è da escludere che questo Paese possa essere il prossimo obiettivo della lotta armata dell’estremismo islamico, con il conseguente rischio di destabilizzazione dell’area centroasiatica.
Il G8 di quest’anno, inoltre, analogamente alla precedente esperienza della Russia quale presidente del Gruppo degli Otto nel 2006, si arricchisce di una serie di iniziative collaterali finalizzate a coinvolgere i principali attori economici e politici, nonché i protagonisti della società civile. Un modo per ampliare la partecipazione, “democratizzando” il dibattito sulle sfide che attendono il mondo contemporaneo e che saranno oggetto di discussione da parte dei leader dei governi. L’idea di fondo è che una maggiore partecipazione possa garantire anche un supporto adeguato al vertice tra i Capi di Stato e di Governo del prossimo giugno. Soprattutto, si tratta di una risposta a chi ha visto il G8 come un forum troppo esclusivo per poter essere legittimato ad assumere impegni che riguardano questioni di portata globale.
Nel mese di maggio Mosca ospiterà i lavori del G8 Youth (il primo evento si tenne in occasione del vertice G8 russo nel 2006), al quale aderiranno i giovani leader dei Paesi partecipanti, che si confronteranno sia sui temi proposti dalla presidenza russa che su quelli di maggiore interesse per le nuove generazioni. Quella del 2014 sarà inoltre la settima edizione del G8 Business, forum che raduna i principali esponenti della comunità economica, le cui discussioni verteranno su un ampio spettro di questioni, che vanno dai temi della crescita e del lavoro a quelli della sicurezza alimentare e sanitaria, all’immigrazione, per arrivare al tema dell’open governance. Altro strumento di partecipazione previsto è, infine, quello del G8 Civil (anch’esso istituito per la prima volta nel 2006) che raduna le principali organizzazioni non governative con il fine di sottoporre ai Governi degli otto Paesi raccomandazioni in tema di sviluppo globale, cooperazione, e crescita interna. A conclusione dei lavori del gruppo di lavoro, formato dalle ONG aderenti, verrà stilato un report che, prima del summit di giugno, sarà trasmesso agli otto Governi che in tal modo avranno la possibilità di inserire nel documento conclusivo del vertice alcune delle indicazioni suggerite6.

1 Sergei Lavrov on the Priorities of Russia’s G8 Presidency, 21/01/2014.
2 Address by President Vladimir Putin on Russia Assuming the G8 Presidency, 01/01/2014.
3 Cfr. Quaderni di Geopolitica n. 2, 2013, supplemento a Geopolitica, vol II, 2013.
4 Tiberio Graziani on the Russian G8 Presidency, 01/01/2014.
5 Washington eyeing Russia-US summit in Sochi this summer - McFaul, 05/02/2014.
6 Russia and G8.

Economist Intelligence Unit: A global upturn in 2014.


Una volta al mese, The Economist Intelligence Unit produce una previsione globale per l'economia globale. E 'popolare con i nostri clienti, e fornisce anche un'utile occasione per me di fare un passo indietro e guardare il quadro generale. Che cosa sta guidando la crescita, o impedire vero? Quali sono i rischi a cui prestare attenzione? In previsione di questo mese , appena pubblicato, abbiamo identificato due forze opposte ma correlati come la chiave per le prospettive economiche nel 2014. Da un lato, la ripresa nel mondo ricco, in particolare negli Stati Uniti, promette di stimolare la crescita economica globale nel 2014. I consumatori americani stanno spendendo di più, e le economie europee sono anche pronti a svolgere meglio quest'anno. D'altra parte, la volatilità dei mercati finanziari emergenti ironicamente innescati in parte dalla risposta politica degli Stati Uniti per il miglioramento delle condizioni-viene colata una sorta di drappo in una prospettiva altrimenti promettenti.  
Come è la combinazione della ripresa del mondo ricco e le turbolenze dei mercati finanziari interessando il vostro business o regione?  P locazione fammi sapere a  simonjbaptist@eiu.com  o via Twitter a  @ Baptist_Simon .
Cordiali saluti, Simon Battista Chief Economist e Direttore Regionale Asia


Economia mondale: previsione annuncia miglioramento


(traduzione automatica dall'inglese)
Due forze opposte ma legate stanno guidando le prospettive per l'economia globale nel 2014. Da un lato, il recupero del mondo ricco continua (con battute d'arresto intermittenti) da consolidare. Spettacoli più forti negli Stati Uniti e la zona euro, in particolare, aumenterà la crescita del PIL globale di quest'anno. D'altra parte, la volatilità dei mercati finanziari, ironicamente innescato in parte dalla risposta politica degli Stati Uniti a migliori condizioni, è colata una cappa su una prospettiva altrimenti promettenti. Turbolenze nei mercati emergenti è aumentato. Tuttavia, The Economist Intelligence Unit continua ad attendersi una crescita del PIL mondiale per accelerare ad un massimo di quattro anni nel 2014.
Misurato a tassi di cambio di mercato, l'economia globale si espanderà del 2,9% nel 2014, rispetto al 2,1% dello scorso anno. Ciò segnerebbe la sua migliore performance dal 2010, anno in cui la crescita è stata amplificata da stimolo monetario e fiscale e da un rimbalzo dalla crisi finanziaria e la Grande Recessione. Tale previsione riflette in gran parte positivi sviluppi nelle economie avanzate, che sono stati più duramente colpiti durante la Grande Recessione e hanno avuto la più lunga di riprendersi. In particolare, abbiamo questo mese ha sollevato la nostra previsione di crescita del PIL degli Stati Uniti nel 2014. La ripresa degli Stati Uniti sta cercando di incoraggiamento ad ampia base, ed è stata sostenuta da una combinazione di fattori di spesa dei consumatori alla creazione di posti di lavoro sano.
L'outlook continua a migliorare in Europa, anche se le condizioni in molte parti della zona euro rimangono fragili. Sei-quarto-lunga recessione del unione monetaria si è conclusa nel secondo trimestre del 2013. I tassi di interesse di mercato sono scesi nei paesi più deboli della periferia, e molte misure di attività e le prestazioni dei consumatori continuare a migliorare. Il Regno Unito sta godendo di un sorprendentemente forte ripresa, nonostante le preoccupazioni circa la sostenibilità di un boom immobiliare debito-alimentato. Giappone, nel frattempo, continua a beneficiare del cocktail della politica di rilancio di "Abenomics", così soprannominato dopo il primo ministro del paese, Shinzo Abe. Gli Stati Uniti, la zona euro e in Giappone insieme rappresenteranno poco meno della metà della produzione mondiale nel 2014, e la prospettiva che questi tre grandi economie potranno godere il loro primo ripresa sincronizzato dal 2010 di buon auspicio per la crescita del PIL mondiale.
La ripresa congiunturale nelle economie avanzate sarà anche sentire nel resto del mondo. Si incrementare le esportazioni dai mercati emergenti. Infatti, segni di miglioramento flussi commerciali erano evidenti alla fine del 2013. Tuttavia, i mercati emergenti hanno anche sentito il peso della shake-up nei mercati finanziari da gennaio. I prezzi delle attività sono stati spinti in basso da una serie di fattori, tra cui l'inizio della Federal Reserve statunitense defaticante del suo "quantitative easing" (QE3) il programma di acquisto di obbligazioni e di alcuni dati economici più morbidi.Un'altra causa della pressione sui mercati finanziari è stata problemi nazionali nelle economie emergenti stessi, agitazione soprattutto politici e delle scelte politiche povere in paesi come la Turchia, l'Ucraina, Tailandia e Sud Africa. Questo li ha lasciati indebitamente vulnerabile al pullback inevitabile liquidità globale implicita l'inizio dell'uscita della Fed di QE3.
Mentre noi aspettiamo ulteriori periodici sell-off nei mercati emergenti nel corso del 2014, una disfatta sostenuta e diffusa non è affatto inevitabile, i problemi più gravi sono suscettibili di affliggere i mercati con specifiche carenze politiche o economiche.Infatti, recenti turbolenze dei mercati finanziari non modifica sostanzialmente la nostra previsione per accelerare la crescita economica globale nel 2014, punteggiato da pullback mercato periodiche come la Fed si snoda QE3.
Mondo sviluppato
Ci sono poche forze più potenti dell'economia globale che il consumatore americano, in modo da recenti dati ufficiali sul PIL sono incoraggianti. L'economia è cresciuta di un vivace 3,2% nel quarto trimestre ad un tasso annuo, sostenuta dal più veloce aumento della spesa dei consumatori in tre anni. Livelli sani di creazione di posti di lavoro, riduzioni di debito delle famiglie e tassi di interesse bassi hanno incoraggiato i consumatori americani ad aprire i loro portafogli. Come risultato, stiamo aumentando la nostra previsione di crescita reale del PIL al 3% per l'intero anno 2014, dal 2,6% precedente. Ci sono rischi per questo scenario luminoso, in particolare un rallentamento abitazioni e gli investimenti delle imprese deboli, ma l'economia americana è innegabilmente più forte di quanto non lo è stato per alcuni anni.
Nella zona euro il senso di crisi economica ha facilitato, come la minaccia di un break-up della moneta unica si è ritirato. I dati per il secondo semestre del 2013 e l'inizio del 2014, generalmente supportano la nostra visione che la recessione è finita e che la ripresa-mentre tiepido-sta ampliando. Molte misure di attività e le prestazioni dei consumatori continuano a migliorare, suggerendo che il tentativo di ripresa economica sta guadagnando un certo slancio dopo un rallentamento della crescita del PIL in termini reali nel corso del terzo trimestre. Tuttavia, i mercati del lavoro rimangono deboli, soprattutto nella periferia della zona euro. Il recente ritorno alla crescita economica, in ultima analisi, hanno un effetto positivo sulla fiducia delle famiglie e imprese, aumentare la spesa dei consumatori e gli investimenti, anche se deleveraging da parte delle banche nella periferia rimarrà un vincolo. Prevediamo la crescita reale del PIL nella zona euro del 1,1% nel 2014, raccogliendo una media del 1,4% all'anno nel 2015-18.
In Giappone Abenomics continua ad avere un impatto generalmente positivo sull'economia. Pressioni-accolto Lieve inflazionistiche in Giappone, dopo molti anni di deflazione intermittente-stanno cercando più radicata e utili societari rimangono forti.Tuttavia, l'approccio di un previsto aumento dell'imposta sui consumi nel mese di aprile introduce maggiore incertezza per le prospettive economiche del Giappone nel 2014, in quanto interesserà i dati sia per la crescita del PIL e l'inflazione. Infatti, ci aspettiamo che l'aumento fiscale per causare una contrazione trimestre su trimestre del Pil nel secondo trimestre del 2014. Per l'intero anno si prevede una crescita del PIL reale del 1,7%, lo stesso tasso nel 2013.
I mercati emergenti
I mercati emergenti sono stati sotto pressione a causa di una serie di fattori, tra cui la US Fed di "tapering" del QE3, le preoccupazioni sulla crescita cinese e la consapevolezza che le riforme economiche in alcuni paesi sono stati trascurati per troppo tempo. La crescita della Cina si sta lentamente più basso e la produzione è stata più morbida del previsto. Abbiamo pertanto taglio ribasso la nostra previsione per il 2014 la crescita del PIL reale in Cina al 7,2% dal 7,3%. Le autorità continueranno a scoraggiare eccessivi prestiti e sovra-investimento in un tentativo di trovare un tasso più stabile di crescita e riequilibrare l'economia verso un più alto livello di spesa dei consumatori. L'India è pronta a continuare il suo recupero, dopo un paio di anni difficili. Si prevede una crescita del PIL del 6% nell'anno fiscale 2014/15 (aprile-marzo), dal tasso di 4,9% e 3,3% nei due anni precedenti.
Le economie in transizione dell'Europa orientale vissuto un altro anno difficile nel 2013. Stimiamo che la crescita del PIL virata al 1,5% come un marcato rallentamento in Russia aggravato le condizioni ancora deboli orientale e l'Europa centrale. Ma una larga base, se disattivato, il miglioramento in tutta la regione è in prospettiva nel 2014, a condizione che l'attuale sentimento negativo nei confronti dei mercati emergenti non sopportare. Prevediamo una crescita reale del PIL complessivo nella regione di transizione del 3% nel 2014, sale al 3,4% il prossimo anno.
America Latina anche lottato nel 2013, con una crescita regionale inumidito da condizioni meno favorevoli sui mercati dei capitali globali e debolezza della domanda in Europa e in Cina. La fuga di capitali richiesto dalla rastremazione della US Fed del suo programma di acquisto di bond ha intensificato la pressione sulle valute regionali, in particolare il peso argentino (anche se la cattiva gestione economica ha reso la valuta particolarmente vulnerabili). Tuttavia, la maggior parte dei responsabili politici della regione possono visualizzare un periodo di debolezza della valuta come rettifica di benvenuto. Anche se il tono dei recenti dati economici rimane debole, manteniamo la nostra previsione che la crescita in America Latina accelererà al 3,2% nel 2014, sollevato da una crescita globale più forte.
L'instabilità politica continuerà ad ostacolare la performance economica in Medio Oriente e Nord Africa (MENA), tre anni dopo l'inizio della primavera araba. La guerra civile in Siria approfondimento si trascinerà, con conseguente danno economico permanente e potenziale frattura del paese. Inoltre, la guerra in Siria agirà come un crogiolo di violenza settaria regionale e ha scatenato un giro elevato di violenza in Iraq e in Libano. Andamento economico in MENA nel suo complesso sarà comunque migliorare nel 2014-15 come Iran, tra i più grandi economie regionali, torna a crescere dopo due anni di contrazione causati da un calo della produzione di petrolio e sanzioni internazionali. Spese in conto capitale pesante tra i paesi del Golfo continuerà a spingere i tassi di crescita regionali verso l'alto la spesa in infrastrutture e industriale continua.
Nonostante un contesto esterno difficile, ci aspettiamo una crescita dell'Africa sub-sahariana per accelerare in 2014-15. Tuttavia, le prestazioni varierà sostanzialmente tutti sottoregioni e dei singoli Stati. Paesi colpiti da disordini politici o elezioni potenzialmente controverse potrebbero registrare un'espansione inferiore al 2,5%, o addirittura contrazione. Sul lato positivo, il forte investimento degli ultimi anni nelle industrie estrattive vedrà la produzione di merci continuano a crescere fortemente, anche se la crescita della produzione di petrolio e di gas non convenzionale negli Stati Uniti è probabile avere un effetto negativo sul settore degli idrocarburi dell'Africa occidentale. Più in generale, la crescita del PIL regionale nei prossimi anni sarà sostenuta dalla spesa in infrastrutture tanto necessaria e l'espansione della classe medio-bassa. Si prevede una crescita del PIL reale del 4,5% nel 2014, sale al 5,7% entro il 2017.
I tassi di cambio
Una varietà di sollecitazioni esterne e interne spinto verso il basso il valore di molte valute dei mercati emergenti rispetto al dollaro USA nel mese di gennaio, portando a timori di un vasto sell-off. Sebbene la maggior parte di tali monete recuperato modestamente ai primi di febbraio, le pressioni al ribasso sono suscettibili di riemergere periodicamente nel corso del 2014. Mentre le recenti svalutazioni nei mercati emergenti sono stato doloroso per alcuni paesi, che probabilmente rappresentano un adeguamento necessario che contribuirà a ripristinare la competitività perduta a causa dei grandi flussi di capitale che si riversavano in questi mercati. Continuiamo a sottolineare che un aumento effettivo del tasso ufficiale di politica della Fed non accadrà fino alla fine del 2015, questo lungo ritardo anche ridurre la probabilità di una scossa per le valute dei mercati emergenti. Il fatto che la politica monetaria degli Stati Uniti si sta muovendo fuori dalla sua posizione ultra-loose in una fase di serraggio significa che il dollaro USA dovrebbe, nel tempo, salire contro le principali valute come l'euro, dove il blocco moneta unica sta crescendo lentamente, e contro Yen come la Banca del Giappone persegue il proprio programma di acquisto di obbligazioni. In questo contesto, si prevede che il dollaro si rafforzerà contro l'euro a un tasso medio annuo di US $ 1,29: 1 € nel 2014, da US $ 1,33: 1 € l'anno scorso.
Commodities
Mercati delle materie prime indeboliti nel 2013, riflettendo le preoccupazioni circa il rallentamento economico in Cina e la prospettiva di cono della US Fed (mercati delle materie prime sono percepiti come beneficiari della liquidità generata dalla QE). Le nostre attuali previsioni suggeriscono che i prezzi delle materie prime industriali pick up leggermente nel 2014 come ripresa economica prendere piede, soprattutto nel mondo sviluppato. Prezzi delle materie prime agricole mostreranno un altro anno di declino, a causa di una immagine sana alimentazione e grandi scorte. Sul fronte energetico, fornitura di petrolio si riprenderà con forza nel 2014, sostenuta da una robusta crescita della produzione non-OPEC. Abbiamo quindi aspettiamo ancora un modesto allentamento dei prezzi, nonostante un po 'meglio la foto richiesta. Un barile di Brent costerà una media di US $ 105,5 quest'anno, passando da US $ 108,9 nel 2013.
Economia mondiale: riassunto Forecast
 2009201020112012201320142015201620172018
Crescita reale del PIL (%)          
Mondiale (PPA) un  -0.75.03.82.92.93.63.83.93.94.0
Mondiale (tassi di cambio di mercato)-2.33.92.62.22.12.92.92.82.82.9
  Stati Uniti-2.82.51.82.81.93.02.62.52.42.6
  Giappone-5.54.7-0.41.41.71.71.61.11.21.3
  Zona euro-4.41.91.6-0.6-0.41.11.41.41.41.6
  Porcellana9.210.49.37.77.77.27.06.96.46.0
  Europa dell'Est-5.63.43.92.11.53.03.43.74.34.3
  Asia e Australasia (IVA escl Giappone)5.18.56.55.35.55.65.75.85.65.6
  America Latina-1.55.84.42.92.73.23.53.83.83.8
  Medio Oriente e Nord Africa1.95.32.63.62.53.74.34.64.75.0
  Africa sub-sahariana1.34.64.74.03.74.54.85.55.75.2
L'inflazione mondiale (%; av)1.63.04.23.43.13.43.53.43.43.6
Crescita del commercio mondiale (%)-11,714.16.52.52.95.25.05.35.45.4
Prezzi delle materie prime         
  Olio (US $ / barile, Brent)61.979.6110,9112.0108,9105.5107.3103.897.593.0
  Materie prime industriali (US $; Variazione%)-25,644.821.7-20,3-5.91.66.22.4-0.23.7
  Prodotti alimentari, mangimi e bevande (US $; Variazione%)-20,310.730.1-3.5-7.4-10.20.6-0.63.42.1
I tassi di cambio (av annuale)
  ¥: EUR93.687.879.879.897.6103.1103.2102.0101.0100.0
  US $: €1.391.331.391.291.331.291.261.261.271.27
un PPP = parità di potere d'acquisto
Fonte: The Economist Intelligence Unit.