Per la traduzione in una lingua diversa dall'Italiano.For translation into a language other than.

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

LIMES, Rivista Italiana di Geopolitica

Rivista LIMES n. 10 del 2021. La Riscoperta del Futuro. Prevedere l'avvenire non si può, si deve. Noi nel mondo del 2051. Progetti w vincoli strategici dei Grandi

Cerca nel blog

martedì 3 maggio 2016

Immigrazione; nuove prospettive

Accordo Ue-Turchia
Migranti, quei minori ai confini d’Europa
Giovanna di Benedetto
27/04/2016
più piccolo più grande
In Grecia, dopo l’accordo fra Unione europea e Turchia, migliaia di bambini e minori migranti soli sono a rischio di violenza e sfruttamento.

Le enormi difficoltà che questi minori hanno affrontato per arrivare in Europa, mettendo a rischio ancora una volta la loro vita - oltre 1.260 persone risultano morte o disperse in mare dall’inizio dell’anno, nel tentativo di raggiungere le coste del Vecchio continente - non sono finite.

Cercavano una speranza e un’occasione di futuro, hanno trovato muri e filo spinato. L’Unione europea ha abbandonato i minori che viaggiano soli ed è venuta meno ai propri obblighi chiudendo le frontiere e implementando l’accordo Ue-Turchia, senza assicurarsi che venissero rispettate le salvaguardie legali.

Bambini non accompagnati
Dall’inizio dell’anno sono più di 154.000 i profughi che sono arrivati in Grecia; due su tre sono donne e bambini. Di questi, almeno 2.000 sono minori non accompagnati - provenienti per lo più da Pakistan, Afghanistan, Siria e Iraq - che hanno raggiunto l’Europa da soli o che hanno perso la loro famiglia lungo il tragitto e ora sono bloccati in Grecia in seguito alla chiusura delle frontiere, a fronte di soli 477 posti disponibili a ospitarli in strutture adeguate in tutto il Paese.

Il 75% di loro non ha un posto sicuro dove stare. Non si sa dove collocare i nuovi arrivati che, spesso, vengono rinchiusi in centri di detenzione o commissariati di polizia per lunghi periodi di tempo. Molti dei minori non vengono registrati al loro arrivo in Grecia e rimangono quindi completamente invisibili alle agenzie umanitarie e governative, a volte vengono identificati come maggiorenni o come accompagnati da altre persone e non ricevono il sostegno a cui hanno diritto.

In Grecia si verifica il paradosso che, da un lato ci sono bambini e giovani rinchiusi in centri di detenzione - una misura che non può mai essere considerata corrispondente al migliore interesse del minore -, mentre dall’altro tanti giovani migranti soli e vulnerabili sono lasciati senza riparo e al freddo, come succede per esempio ad Atene, perché l’offerta di alloggi sicuri e servizi adeguati è nettamente inferiore alla domanda.

Dormono all’aperto in luoghi di accoglienza non ufficiali, sempre più precari, e sfuggono alle maglie del sistema. Sono esposti a numerosi rischi come quello di abuso, sfruttamento da parte dei trafficanti, rischiano di ammalarsi e sono molto fragili a livello psicologico.

Attualmente, solo al Campo di Moria a Lesbo, dove ci sono oltre 3.300 persone, 157 minori non accompagnati sono rinchiusi nell’area di prima accoglienza e 62 nella zona gestita dalla polizia, dove vivono in stanze sporche e non hanno letti a sufficienza, in una condizione estremamente pericolosa per il loro benessere fisico e mentale. Non hanno accesso ai servizi legali o ad altri tipi di assistenza di base di cui avrebbero urgente bisogno.

Rifugi informali e rischio abusi
Anche al confine settentrionale della Grecia, i bambini e i minori che viaggiano soli dormono in rifugi informali e continuano a essere esposti ad abusi, violenza e sfruttamento. Molti erano in viaggio per raggiungere i familiari in Europa quando, il mese scorso, si sono visti sbarrare i confini. Solo a Idomeni, divenuta tristemente nota come il luogo simbolo di questa crisi migratoria, oltre 10.000 persone aspettano disorientate, in attesa di capire cosa ne sarà del loro futuro. Tra queste, migliaia sono i bambini, la maggior parte dei quali con meno di 10 anni.

Save the Children ha visto minori soli e vulnerabili dormire nel fango o dentro cartoni, accanto a fuochi improvvisati accesi con materiale disparato, pur di riscaldarsi nelle fredde notti trascorse all’addiaccio, esposti al rischio di ammalarsi a causa delle critiche condizioni igienico-sanitarie e a violenze in un contesto di totale promiscuità.

In Grecia, Save the Children ha raggiunto oltre 352.000 profughi e migranti, di cui oltre 138.000 bambini, con programmi di nutrizione, distribuzione di beni di prima necessità, aree dedicate a mamme e neonati, gestione di rifugi per minori non accompagnati, in coordinamento con organizzazioni e autorità locali.

Negli spazi a misura di bambino, che Save the Children ha allestito a Idomeni, così come a Lesbo e in tante altre strutture delle isole e della terraferma, i piccoli frequentatori provano, con l’aiuto degli educatori, a recuperare un senso di normalità, tornando per un po’ davvero a sentirsi di nuovo bambini.

Giovanna di Benedetto è Ufficio stampa presso Save the Children Italia (ufficiostampa@savethechildren.org (@SaveChildrenIT).
- See more at: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=3430#sthash.Jb9K11Sl.dpuf

Nessun commento: