Per la traduzione in una lingua diversa dall'Italiano.For translation into a language other than.

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

LIMES, Rivista Italiana di Geopolitica

Rivista LIMES n. 10 del 2021. La Riscoperta del Futuro. Prevedere l'avvenire non si può, si deve. Noi nel mondo del 2051. Progetti w vincoli strategici dei Grandi

Cerca nel blog

mercoledì 13 gennaio 2016

Terrorismo e relativo contrasto in evoluzione

Alessio Pecce *
(alessio-p89@libero.it)


Gli attentati di Parigi avvenuti lo scorso novembre hanno evidenziato, come era previsto da tempo, le nuove modalità e i piani operativi (diffusione meticolose delle cellule terroristiche e commando suicida) dei soggetti appartenenti all'ISIS, anche se ad oggi manca una definizione ufficiale della nuova tipologia di terrorismo. I 130 morti e gli oltre 300 feriti di Parigi rappresentano la nuova modalità di combattimento terroristica trapiantata in Europa, attraverso il commando suicida che a sua volta è coordinato da soggetti operativi, come già avviene da tempo nelle zone più critiche del Medio Oriente e Nord Africa. Come detto poc'anzi non esiste ancora una definizione specifica di terrorismo, perché le varie organizzazioni internazionali hanno diverse opinioni, dovute anche a strategie e interessi politici. La difficoltà della terminologia si riscontra in ambito giuridico e concettuale, indi per cui gli stati membri delle Nazioni Unite non hanno ancora trovato una definizione comune. Tornando alle modalità operative del terrorismo, costituite da una tattica militare finalizzata al raggiungimento di obiettivi operativi prefissati, il suo metodo prioritario è quello  che si inserisce all'interno di una vasta scelta di strategie, come ad esempio quella insurrezionale. La difficoltà da parte della Comunità internazionale nel trovare una definizione universale di terrorismo, ha spinto alcuni specialisti del settore a catalogarlo come “Nuovo terrorismo insurrezionale” definito come la minaccia razionale di atti estremamente violenti, col fine ultimo di colpire i governi e la loro politica. Questa nuova forma di terrorismo è costituita da alcuni elementi, aventi come base: la sovversione dei governi e la conseguente sostituzione con un modello proto-statale; la violenza come azione prioritaria e imprescindibile; l'atto terroristico ha come obiettivo elementi politici; la manifestazione dell'azione terroristica su scala globale; la base logistica del potere ha sede in un'area territorialmente definita; si manifesta/colpisce attraverso il web con la propaganda, attacchi territoriali e cyber; le azioni operative non per forza sono connesse tra loro e i militanti possono appartenere anche alla sfera dei non-combattenti. Il nuovo terrorismo insurrezionale, oltre ad estendersi su scala internazionale, si pone delle precise finalità politiche, come la sovversione dei governi e dei rapporti internazionali nell'area mediorientale, oltre all'imposizione di una nuova forma di stato, ossia il califfato sotto la guida di Abu Bakr al-Baghdadi.
In virtù di ciò, nel dicembre 2015, il presidente Obama in una delle sue conferenze fa riferimento e auspica  a un maggior impegno da parte dei paesi sunniti nella lotta al Daesh, i quali hanno prontamente risposto attraverso la coalizione di 34 paesi musulmani, incentivata dall'Arabia Saudita, visto e considerato che le statistiche parlano di un impegno maggiore da parte dei paesi europei, con i raid arabi che rappresentano solo il 5% nella lotta all'ISIS. Questa nuova alleanza sunnita, oltre a comprendere i paesi arabi, ne include alcuni africani, come ad esempio Gibuti, Costa d'Avorio, Senegal, Marocco, Nigeria, Niger, Tunisia, Egitto, Sudan, Sierra Leone etc. Il gioco delle alleanze si basa sulla diatriba tra sciiti e sunniti e pertanto sono assenti dalla coalizione la Siria, l'Iraq e l'Iran. D'altro canto la Russia, alleata di Assad, si esprime in maniera diplomatica a proposito della coalizione sunnita, auspicando a dei miglioramenti per la Comunità Internazionale, ma al contempo invita tutti alla calma prima di poter valutare definitivamente.
(versione II) 


* Dottore magistrale in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale. Specialista nella progettazione, gestione, valutazione e ricerca per conto di istituzioni politiche e sociali, organizzazioni economiche, imprese ed enti internazionali.

Nessun commento: