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mercoledì 9 settembre 2026

La Governabilità politica della complessità

 

Prof. Sergio Benedetto Sabetta



Nell’attuale società sempre più complessa la narrazione afferma che la sua gestione non può avvenire che attraverso una semplificazione logica, al contrario in una relazione eccessivamente semplice si provvede all’analisi delle relazioni ambientali.

Nella complessità vi è la “causalità” comportamentale, se non addirittura il “caotico” senza un ordine logico, ma sia nelle scienze naturali che umane a fondamento vi è il proposito conoscitivo e non un giudizio normativo o puramente valutativo.

Ne consegue che nella complessità ed ancor più nella caoticità viene meno la prevedibilità in termini conoscitivi come causalità, interviene l’analisi dei possibili attrattori quale semplificazione sia della complessità che della caoticità, in termini politici ed economici necessita la fattibilità dei programmi e la valutazione degli attori.

La governabilità è venuta in questi ultimi decenni compromessa dalla crescente autonomia decisionale dei governi locali, nonché dagli interventi dei governi soprannazionali in una crescente complessità, a questi due fattori si sono aggiunti un proliferare a tutti i livelli e campi di enti pubblici, talvolta con fini non ben definiti e sovrapposti fra loro, creando una sorta di “mercato” politico e istituzionale.

Si è affermato che attraverso una accresciuta partecipazione di soggetti interessati, quali enti ed associazioni, si sarebbe potuto ottenere una migliore governabilità, di fatto si è ottenuto una ulteriore complessità e rallentamento decisionale nel proliferare di enti pubblici e privati orientati a finalità pubbliche; nel venire meno di un modello giuridico - statuale gerarchico, si è dato spazio ad iniziative operative dagli esiti imprevedibili, ossia ad un “mercato”.

La complessità della governabilità è quindi la conseguenza ultima del proliferare di centri di potere e decisionali con finalità “sociali”, in un pluralismo di interessi sociali.

Deve tuttavia considerarsi che il significato di governabilità muta al mutare del contesto, per esempio:

  • nel contesto dello “sviluppo economico” è intesa quale stabilità politica, efficacia del diritto ed efficienza della P.A. , una società civile ben strutturata, tesi sostenuta dalla Banca Mondiale per una effettiva modernizzazione economica;

  • nelle “relazioni internazionali” come capacità di risolvere i problemi tra Stati e Nazioni;

  • nel “modello britannico – USA” come rapporto societario tra management e azionisti;

  • nel contesto delle “nuove strategie di gestione manageriale pubblica” è la necessità che le imprese pubbliche privatizzate forniscano determinati standard di qualità in una struttura a rete;

  • infine, quale “nuovo stile di rappresentanza”, soprattutto a livello locale e regionale, in cui vengono coinvolti una moltitudine di attori sociali (J. Pierre).

In questo interviene nella governabilità politica la “comunicazione” quale procedura di mediazione, concertazione e convincimento per ridurre la conflittualità, ma la comunicazione diventa di per sé un ulteriore elemento di complessità nella comunicazione di massa, necessita pertanto una visione di insieme che permetta di articolare dei quadri di analisi e modelli parziali nell’impossibilità di ottenere un unico quadro, quadri che devono essere messi in coerenza tra loro dallo Stato nella sua sovranità politica.

Tra le modalità di attuazione la più importante è la contrattazione da distinguere da quella di mercato dove non deve elaborarsi un “piano di coordinamento”, questo è necessario ancor più in presenza di un potere dominante economico privato; tuttavia necessita una capacità di rapportarsi dei partiti politici grazie ad una propria struttura tecnica venuta meno negli anni ’90, non essendo sufficiente se non causa di una ulteriore complessità il fiume di attività legislativa che viene a disperdersi in buona parte.

Gli USA già dal 1993 hanno elaborato un meccanismo di pianificazione strategica per tutte le agenzie federali (GPRA), sebbene con difficoltà di attuazione, in questo si inserisce l’enorme incremento dell’A.I. le cui aziende compattamente influenzano pesantemente la politica a proprio favore, lo scontro avviene tra aziende per la differenza di interessi.

Nel capitalismo USA il governo non agisce direttamente ma attraverso quote azionarie, questo anche nella aziende A.I., tuttavia la complessità è tale che al governo mancano gli strumenti per capire il funzionamento della stessa A.I.

Bibliografia

  • F. Archibugi, Lettera Internazionale, n.75, I Trimestre 2003;

  • J. Pierre, Debating Governance: Authority, Steering and Democracy, Oxford U.P. 2000